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Venti anni di AITIC: impegno e riflessioni sulla Formazione e Ruolo del TSLB in Italia e la sua evoluzione in un Sistema globale.

AITIC è l’Associazione Tecnico Scientifica, fondata nel 2002 e riconosciuta dal Ministero della Salute con Determina 0047944 -P- 23/09/2021, che si occupa di Informazione e Formazione specifica per la figura di Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico (TSLB) operante nelle Strutture di Anatomia Patologica.

AITIC si è sempre distinta, in questi 20 anni di attività, sia nella Qualità della Formazione ECM sia Universitaria; In ambito di ECM il XVIII Congresso Nazionale e gli innumerevoli Corsi territoriali ne sono la testimonianza mentre il contributo al miglioramento continuo del Sistema Universitario è stato possibile attraverso sia la Convenzione con il Dipartimento di Scienze Mediche, Orali e Biotecnologiche dell’Ateneo “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara sia con i propri Associati che ricoprono Funzioni, in diversi Corsi di Studio (CdS) in Tecniche di Laboratorio Biomedico (TeLaB), di Direttori Didattici Professionalizzanti (DAD), di Docenti a Contratto e di Tutor.

Da diversi anni, nel contesto del SSN, si sta assistendo ad una significativa evoluzione delle componenti organizzativo-assistenziali a cui si associa la costante e profonda evoluzione scientifica e tecnologica applicabile nella Medicina di Laboratorio.
Il generarsi con forza di nuove esigenze rende peculiare, pertanto, la costante trasformazione del Ruolo professionale dato dal “Sapere, Saper fare e Saper essere” delle 22 Professioni Sanitarie e, nel caso specifico, del TSLB.

La ridefinizione degli ambiti, con modalità multi professionale, presuppone che alle Competenze e Responsabilità acquisite dal TSLB nel percorso formativo “di base” facciano seguito, anche, specifiche esigenze formative “post base” nell’Ambito dell’AP e nel rispetto della Normativa vigente.

In tale contesto si rende necessario, quindi, definire competenze “distintive” della Professione che in tal modo possano garantire un giusto “value” ai Processi di Cura ed Assistenza.
I nuovi Processi, pertanto, hanno sempre di più bisogno di un esercizio professionale flessibile, dinamico ed integrato che renda necessario sia l’innovazione dei rapporti fra le diverse professionalità sia la riorganizzazione dei processi produttivi del SSN attraverso la ridefinizione “in progress” di spazi ed attività “integrative-specialistiche” al fine di garantire sostenibilità, equità, appropriatezza, efficacia ed efficienza.
Per attuare quanto evidenziato risulta necessaria, dunque, ripensare l’integrazione/definizione delle Competenze del TSLB, attraverso la Formazione (sia di base sia post base), nel rispetto dei requisiti definiti a livello europeo e nazionale, quali, ad esempio:

  1. indirizzi generali enunciati nel Patto della Salute;
  2. Accordo Stato-Regioni con i relativi indirizzi per la gestione del Sistema Salute e Sviluppo Professionale;
  3. implementazione di modelli organizzativi della Medicina di Laboratorio basati sul Sistema Hub&Spoke;
  4. revisione delle Convenzioni fra Università e Regioni per l’attivazione dei Corsi di Studio (CdS) di base e post base;
  5. Linee Guida (L. n° 24/2017) necessarie al Piano Sanitario Nazionale, ai Piani Sanitari e Socio Sanitari Regionali;
  6. definizione dell’accesso alle Scuole di Specializzazione;
  7. Regolamenti per la collaborazione tra le Associazioni Scientifiche (AS) e le Associazioni Tecnico Scientifiche (ATS) per la stesura delle Linee Guida (LG);
  8. operatività della Legge 190/2015 – comma 566 – che pone le basi per intervenire su ruoli, funzioni e modalità operative dei Professionisti Sanitari con relativa integrazione del DM; 745/94 (Profilo Professionale);
  9. individuazione e ruolo dei TSLB nei Percorsi Diagnostico Terapeutico Assistenziali (PDTA);
  10. definizione/uniformità delle Competenze da svilupparsi nei Percorsi di Studio di base in aderenza agli standard europei ed internazionali (Processo di Bologna);
  11. il PNRR (nelle Missioni 4 e 6) in cui “Prossimità, Innovazione e Formazione” sono alcuni dei principali temi che guideranno la grande stagione di investimenti.

Diviene fondamentale, quindi:

che il Sistema-Paese orienti azioni programmatiche e piani di studio che valorizzino i concetti precedentemente illustrati;

che i Ministeri della Salute e dell’Università e Ricerca, in condivisione con le Regioni, producano atti e strumenti di “pianificazione, attuazione e valutazione” dell’impatto Formativo sia sulla Salute dei Cittadini sia nel rispetto delle specifiche competenze professionali.
Di non secondaria importanza la necessità di orientare il Professionista TSLB verso l’Accreditamento Professionale, sui diversi indirizzi di carriera, basato dalla certificazione delle Competenze (Dossier formativo individuale e/o di gruppo). Tale Sistema di certificazione da attivare a livello di ogni Regione al fine di garantire coerenza tra lo sviluppo del Sistema salute e la capacità del/i Professionista/i di rispondere in termini di “performance” adeguate.
Dal 2006, anno di emanazione della L. 43, abbiamo assistito ad una offerta formativa universitaria “di base” abbastanza uniforme (anche grazie all’applicazione progressiva della L. 270/2004) ma “post base” totalmente “free” e non “appetibile” ai Professionisti in quanto carente della dovuta valorizzazione, professionale/economica, da riconoscere nelle singole realtà lavorative.
La “quadratura del cerchio” è finalmente avvenuta (ma “forse” nell’applicazione) con la sigla del CCNL del Comparto Sanità – Periodo 2016 – 2018 in cui, con Art. 14 e seguenti – Definizione degli incarichi di funzione -, sono stati istituiti, nei ruoli sanitario, tecnico, amministrativo e professionale, le seguenti tipologie:

  •  di posizione;
  • di funzione organizzativa;
  • di funzione professionale. con la relativa introduzione delle figure di “Professionista specialista” e di “Professionista esperto”. Il 21/12/2018 il MIUR deliberava la Proposta dell’Osservatorio delle PS dei 90 Master Specialistici dove non veniva presa in considerazione alcuna specializzazione nell’Ambito della Anatomia Patologica (AP); ne deriva, di fatto, la necessità di definire ed integrare, al più presto, le tipologie di Master necessarie a garantire la migliore Qualità assistenziale specifica. Aspetto sul quale si è concentrata la nostra attenzione da anni e la relativa proposta è stata ufficializzata e discussa durante l’ultimo Congresso Nazionale Virtuale SIAPeC (Società Italiana di Anatomia Patologica e Citologia), il 17-23 Novembre 2021, su Ambiti/Formazione/Competenze del Tecnico Specialista di Citologia, di Sala Settoria e di Campionamento (Pathology Assistant – PathA). La relativa Proposta, pertanto, vagliata dai rispettivi Direttivi potrà essere inviata ai Ministeri di competenza per l’opportuna valutazione e deliberazione. Una ulteriore necessità riguarda la rapida diffusione delle nuove tecnologie digitali legate al progresso scientifico (esempio: LIS e Telepatologia) che ci obbliga a considerare una “trasversale” figura specialista in grado di raccogliere e codificare dati, strutturati e non strutturati, prodotti dalle attività della Medicina di Laboratorio. La più semplice risoluzione possibile potrebbe essere ricondurre, tale Specialista, nella Area “Master interprofessionali – TSLB e TSRM – Informatica ed Amministratore di Sistema” oggi prevista per i soli Tecnici di Radiologia Medica (TSRM).

Articolo a cura di Nino Esposito, pubblicato sulla rivista del Centro Studi Diritto dei Lavori, di Bari.

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